Tutor spenti in autostrada: fino a quando?

Tutor spenti in autostrada: fino a quando?

La Corte di Appello di Roma ha sancito l'irregolarità del sistema Tutor di monitoraggio della velocità media presente su molti tratti delle autostrada italiane gestite da Autostrade per l'Italia. Lo stesso gestore ha provveduto a disattivare il dispositivo, anche se rimarrà comunque installato poichè, quelli predisposti, continueranno a fungere da semplici autovelox funzionanti.

Il problema

Un'azienda fiorentina ha inoltrato una causa nei confronti di Autostrade per l'Italia perchè, a suo dire, quest'ultima ha utilizzato il Tutor, sistema brevettato in precedenza dalla Craft (azienda in questione). Dopo il solito lungo iter burocratico, il 10 aprile 2018 è arrivata la sentenza della Corte di Appello di Roma, che ha dato ragione alla più piccola impresa della zona del Chianti, obbligando la Società Autostrade a spegnere tutti i tutor presenti sulla rete autostradale, rimuovendoli e distruggendoli. Per ora il gestore si è limitato allo spegnimento, che rimarrà tale per un po' di tempo, ovvero fintanto che la società non provvederà all'installazione di un metodo simile a quello proclamato irregolare, ma non è attualmente dato conoscere le tempistiche di intervento. L'azienda Craft rivendica i diritti relativi al brevetto del Tutor e la questione potrebbe terminare se Autostrade per l'Italia dovesse ascoltare il consiglio di liberare il cavillo burocratico attualmente presente che sta bloccando tutto, mediante un riconoscimento economico alla stessa Craft. La situazione però attualmente non parrebbe presa in considerazione. L'alternativa al sistema Tutor è già pronta, o quasi.

L'alternativa al Tutor

Il sistema era gestito operativamente dalla Polizia Stradale, ma chi pensa di poter dar sfogo alle proprie abilità automobilistiche da competizione, dovrà rivedere i propri piani. La previsione, di per sè anche logica e comprensibile, porta a pensare che si moltiplicheranno i controlli da parte delle forze dell'ordine con telelaser, rilevazioni e autovelox posti in postazioni mobili sparse qua e là per l'intera rete autostradale. Premesso che non vi è alcuna legge che impone l'installazione da parte di Autostrade per l'Italia di sistemi di monitoraggio velocità media sulla rete autostradale nazionale, un'alternativa al Tutor è già da qualche mese in via di sperimentazione, approvata e omologata nel maggio dello scorso anno dal Ministero dei Trasporti. Il nuovo concentrato di tecnologia, denominato con la sigla SICVe PM, deve però ancora ultimare i test e attualmente non vi sono previsioni più precise in merito. Ciò che però si conosce, per bocca di Roberto Sgalla, direttore di Polizia, è che il sistema in questione è in fase di installazione durante le ore notturne, ma verrà messo in opera, al solo scopo di test, nei tratti autostradali di maggior traffico estivo. Il programma sperimentale serve per mettere al lavoro un software sofisticato e complesso che avrà il compito di accertare le violazioni e quindi certificare le multe.

Maggiori controlli di velocità

Chi ama correre in auto deve però attendere di gioire perchè ora i controlli della velocità si moltiplicheranno da parte della Polizia Stradale. Saranno diversi i metodi attuati, dagli autovelox alle pistole laser, dalle auto con a bordo dispositivi di controllo velocità alle doppie pattuglie in grado di rilevare la velocità in un punto e fermare l'auto più avanti. L'esigenza di far cassa, insieme alla salvaguardia della sicurezza stradale, sono i principali motivi che spingeranno le forze dell'ordine a controlli più attenti sulla rete autostradale. Inoltre non bisogna dimenticare che alcuni tutor erano anche in grado di rilevare pure la velocità istantanea con tanto di fotografia e questa funzione rimane attiva. Ovviamente ciò accadrà da adesso in poi con una presumibile intensificazione durante i mesi estivi, quando sulle strade circoleranno le auto dei vacanzieri.

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