Polizze dormienti: rintracciati oltre 150 mila possibili beneficiari

Polizze dormienti: rintracciati oltre 150 mila possibili beneficiari

Continua con notevoli risultati l'impegno dell'Ivass per trovare i beneficiari delle polizze dormienti che rischiano di cadere in prescrizione: dopo il primo test effettuato in autunno su un campione di oltre 100 mila polizze, che aveva permesso di recuperarne più di 15 mila a rischio dormienza, l'Istituto ha rintracciato altri 153 mila possibili beneficiari che dopo le dovute verifiche potranno riscuotere quanto gli spetta.

Il caso delle polizze dormienti, ovvero quelle polizze vita che per un motivo o per un altro non sono mai state liquidate dalle compagnie assicurative per il semplice motivo che nessuno ne ha mai fatto richiesta (il fenomeno, apparentemente strano, è molto più diffuso di quanto si pensi), tiene banco da circa un anno e mezzo, da quando l'Ivass ha calcolato che c'erano almeno quattro milioni di polizze vita (soprattutto caso morte e polizze di risparmio) scadute dal 2012 al 2016 a rischio di prescrizione, che scatta dopo 10 anni.

La soluzione al problema si è trovata incrociando i codici fiscali degli assicurati delle polizze vita potenzialmente dormienti con l'Anagrafe Tributaria, in modo da rilevare gli eventuali decessi degli assicurati e consentire alle compagnie di contattare i beneficiari per pagare le somme assicurate.

Il controllo ha interessato sia le polizze vita senza scadenza contrattuale che quelle con scadenza tra il 2007 e il 2016, per le quali non era stato possibile stabilire con certezza se l'assicurato fosse deceduto o meno nel corso della durata del contratto.

La collaborazione tra l'Ivass e l'Agenzia delle Entrate ha permesso di incrociare 6,9 milioni di codici fiscali, rilevando circa 153 mila decessi. Adesso ogni singola compagnia dovrà verificare che si tratti di polizze effettivamente dormienti (in qualche caso, infatti, la morte dell'assicurato potrebbe essere avvenuta dopo il periodo di copertura della polizza, non dando quindi diritto alla riscossione del capitale) e, dove sussistano le condizioni, contattare i beneficiari per liquidare le somme dovute.

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