Nuova direttiva europea per l'RC auto: proposte sugli importi minimi di copertura

Nuova direttiva europea per l'RC auto: proposte sugli importi minimi di copertura

L'Unione Europea è al lavoro su una nuova direttiva che riguarda i diritti degli automobilisti, con l'obiettivo anche di armonizzare il settore delle assicurazioni Rc auto in modo che le regole siano uguali per tutti i cittadini residenti nei Paesi membri.

Cosa che al momento non accade, o comunque non sempre.

Tra le ipotesi attualmente in discussione ce n'è pure una sugli importi minimi di copertura delle polizze assicurative, che secondo la normativa vigente devono essere uguali in tutto il territorio dell'UE per evitare che il medesimo sinistro venga rimborsato in maniera troppo differente da nazione a nazione, creando di conseguenza squilibri e ingiustizie. Una norma quindi sostanzialmente corretta, se non fosse che ci sono ancora 13 Stati membri che prevedono importi minimi più bassi rispetto a quelli più alti previsti.

Una stortura causata da cavilli burocratici che la Commissione Europea vuole superare in tempi brevi, permettendo a tutti gli stati dell'Unione Europea di fissare importi minimi di copertura assicurativa più alti, e non più bassi, rispetto a oggi. Tutto questo, spiegano da Bruxelles, affinché sia previsto un livello minimo di tutela per le vittime di incidenti stradali nell'UE in caso sia di danni alle persone che alle cose, indipendentemente dalla categoria del veicolo.

La nuova Motor Insurance Directive potrebbe inoltre introdurre ulteriori novità, come l'assicurazione Rc auto obbligatoria per le bici a pedalata assistita e i segway, e l'attestazione di sinistralità passata, una sorta di documento, comune nei 28 Paesi membri, contenente il numero di sinistri provocati da un'automobilista nei cinque anni precedenti, che gli permetta di stipulare più facilmente una polizza assicurativa all'estero (ovviamente ci riferiamo sempre alle nazioni europee) e con tariffe eque. Circostanza oggi non sempre possibile perché spesso gli attestati di rischio provenienti da un diverso Stato membro non vengono presi in considerazione dagli assicuratori.

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