Multe non pagate: aumento del 10%

Multe non pagate: aumento del 10%

Con l'ordinanza n. 27887 del 2017 la Corte di Cassazione sancisce la validità dell'articolo 27 della Legge 689 del 1981 (L. 689/81), estendendola anche al Codice della Strada e più precisamente alle multe inflitte agli automobilisti. In sostanza, per ciascun semestre di ritardo nel pagamento di una multa viene applicata una sanzione aggiuntiva pari al 10% dell'importo inizialmente dovuto. Nonostante la normativa abbia origine oltre 35 anni fa, la Cassazione ha invertito l'usanza non scritta (anche da essa stessa avallata nel 2007) che il provvedimento non potesse considerarsi applicabile anche alle violazioni del codice stradale. Attenzione dunque alla scadenza del pagamento della multa inquanto diviene pienamente legittima sia l'emissione di una nuova cartella che riporta il nuovo importo da pagare aumentato della decima parte, sia l'iscrizione a ruolo della causa, oltre ad eventuali spese aggiuntive per il procedimento.

Tutto nasce dalla vicenda di una signora di Bari, la quale, un volta vistasi recapitata una cartella esattoriale riportante una cifra superiore a quella dovuta, dopo che comunque non aveva proceduto al regolare pagamento, ha vinto il ricorso contro il Comune presso il Giudice di Pace il quale ha giudicato secondo l'orientamento usuale della non applicabilità dell'art. 27 anche alle multe del Codice della Strada. Il Comune non ha accolto di buon grado la questione e ha formulato ricorso, dapprima presso il Tribunale e successivamente presentando la domanda davanti alla Corte di Cassazione. Il Tribunale aveva riconosciuto solo parzialmente la legittimità della richiesta dell'ente, mentre la Corte ha legittimato la richiesta dell'intero importo, obbligando la signora, suo malgrado, a pagare quanto dovuto. L'importo era calcolato sommando alla cifra iniziale strettamente legata alla sanzione elevata dalle forze dell'ordine, anche un incremento del 10% calcolato sullo stesso importo per ciascun semestre di ritardo, oltre alle spese accessorie che contribuivano a incrementare l'ammontare complessivo.

Di fatto la sentenza ha ribaltato ciò che comunemente si usava pensare, creando così un precedente importante che rende di fatto applicabile una legge esistente dal 1981, ma che era stata resa immune relativamente alle normative di circolazione stradale. I sei mesi decorrono nel momento in cui la sanzione viene recapitata al soggetto e diviene quindi esigibile, mentre la maggiorazione a carico del cittadino protagonista dell'illecito, stabilita nella misura del 10%, è bene precisare (e lo fa chiaramente la Corte) che non è da considerarsi applicabile sotto la ''voce'' interessi, nè è da credersi risarcitoria o corrispettiva di qualcosa, ma è una vera e propria aggiunta sanzionatoria a quanto già dovuto e ha origine dall'istante in cui la sanzione principale diviene esigibile. E' proprio questa la terminologie utilizzata, con l'obiettivo di chiarire eventuali malintesi che potrebbero crearsi. Chi paga in ritardo una multa vedrà il proprio debito verso la Pubblica Amministrazione incrementare nella percentuale del 10% ogni semestre.

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