In Italia sono assicurati 41 milioni di veicoli

In Italia sono assicurati 41 milioni di veicoli

L'ultimo Bollettino statistico dell'Ivass, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, ha diffuso un'approfondita indagine sui numeri della Rc auto in Italia aggiornata al 31 dicembre 2016, al fine di fornire un quadro d'insieme sull'assicurazione obbligatoria nel nostro Paese. In questo momento si tratta dell'indagine più aggiornata sul mercato Rc auto italiano.

Nel periodo della rilevazione in Italia sono stati conteggiati 41 milioni di veicoli assicurati (nel 2015 erano 40,8): di questi il 50% ubicati nelle regioni del nord, il 22% al centro e il restante 28% nel sud e nelle isole. Vanno inoltre aggiunti circa 36 mila veicoli residenti all'estero, in paesi UE/SEE, ma assicurati da compagnie italiane.

A livello di premi l'ha fatta ovviamente da padrone il segmento delle autovetture, con 10,8 miliardi di euro (equivalente al 75,3% della raccolta totale nel ramo, -5,5% sul 2015 a causa del calo delle tariffe), davanti ad autocarri (2,1 miliardi), motocicli (707 milioni), ciclomotori (150 milioni) e altri segmenti più marginali. Il totale dei premi raccolti per veicoli circolanti in Italia è stato di 14,3 miliardi.

Il margine tecnico atteso lordo per il complesso delle imprese che operano in Italia è risultato pari a 2,88 miliardi di euro, ovvero il 20,2% dei premi contabilizzati. Anche in questo caso assolutamente predominante il segmento delle autovetture con il 70,4%.

Per quanto riguarda invece il costo complessivo dei sinistri, nel 2016 nel settore auto sono stati gestiti sinistri per 8,72 miliardi di euro, un importo praticamente invariato rispetto all'anno precedente, con una sottilissima differenza del +0,09%. Per gli autocarri sono stati gestiti 1,29 miliardi di euro, per i motocicli 808 milioni (ambedue praticamente stabili) e per i ciclomotori 152 milioni (+13,3%).

Infine qualche dato sulle tariffe della Rc auto in Italia per le autovetture: il valore medio del premio nell'anno oggetto dell'indagine, al netto degli oneri fiscali e parafiscali, è stato quantificato in 348 euro (-6,2%), con un picco di 522 euro in provincia di Napoli e un minimo di 262 a Campobasso.

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